I Ristoranti Tradizionali

La evoluzione del Ristorante in Italia,

articolo che ci e' piaciuto tratto da "La cucina Italiana"

L’evoluzione della ristorazione commerciale italiana moderna, a partire dagli anni Cinquanta, si delinea su due percorsi distinti: da una parte i ristoranti di lusso delle grandi città, quasi sempre inseriti in grandi alberghi, che seguono una tradizione gastronomica internazionale e sostanzialmente filo francese; dall’altra le trattorie o le osterie, più o meno eleganti e diversamente inserite in contesti urbani storici piuttosto che in piccoli paesi o in zone rurali, che propongono soprattutto le specialità della gastronomia locale o, in senso più ampio, regionale. Con il passare degli anni si assiste a in mescolamento degli elementi e alla nascita di veri e propri piatti nazionali, ampiamente diffusi. Le modalità di offerta e servizio tuttavia sono sempre tradizionali. Negli anni Sessanta e Settanta l’offerta ristorativa diviene più ampia, più popolare e variegata: sarebbe interessante in questo senso approfondire il legame tra la ristorazione italiana e la crescita della mobilità privata, ossia la diffusione dell’automobile. Il ristorante pizzeria diventa la formula vincente, che dura tuttora e che tuttora è la principale forma di ristorazione italiana. La pizza, prodotto nazionale, mondiale, riconosciuto e amato, è capace di “veicolare” e trainare con forza l’offerta di cibo e bevande più ampia e varia: dal prodotto tipico locale alle patatine fritte che patate non sono, dal dolce fatto in casa al gelato industriale. Negli anni Ottanta il self service, la ristorazione etnica, il fast food, le tavole calde e fredde diventano le formule alternative. Oggi l’offerta di cibo è così capillare, diffusa, elaborata e persino invadente e spudorata da rendere confusa la situazione e difficile la scelta tra una formula e l’altra: molte di queste sono molto specifiche e spesso legate a fenomeni di moda e costume, sia per quanto riguarda le modalità di servizio o che il contenuto del prodotto offerto (solo vegetariano, solo cioccolato, solo dolci americani, solo take away, solo servizio in piedi, solo apertura serale o diurna ecc.). La legislazione italiana purtroppo non ha aiutato le persone che lavorano con serietà e professionalità. In sostanza quasi chiunque può avviare un’attività così delicata, pur essendo privo di titoli di studio specifici o di esperienza professionale maturata sul campo. È questo un altro fattore che complica un quadro già di per sé complesso. Insomma, trovare la formula vincente è difficilissimo; i tentativi sono tanti e i fallimenti pure, purtroppo. In ogni caso, si parte sempre dal territorio e dal momento; si valuta ciò che esiste e che funziona, o da quello che manca e potrebbe interessare. Persino la scelta del lato della strada giusto e degli orari di apertura diventano elementi determinanti per il successo o il fallimento di un’attività. È ovvio che la bontà del prodotto, la cortesia degli addetti e un adeguato livello dei prezzi di vendita contano molto. Importantissimi sono anche la promozione, l’invenzione dell’evento e dell’unicità dell’offerta, sempre che non rimangano fenomeni effimeri. Si può arrivare a proporre più offerte contemporaneamente, per ampliare il più possibile il target della clientela. Negli ultimissimi anni abbiamo visto nascere aziende che si legano a molti temi e modalità di servizio. Proviamo a fare un esempio clamoroso ma non così lontano dalla realtà: il ristorante classico di ottimo livello si arricchisce di proposte diverse. 1) L’angolo o locale annesso modello “bistrot”: cioè buona cucina, simile a quella del ristorante classico di partenza, che offre però piatti più semplici e meno costosi, una carta dei vini meno importante e un servizio più facile e giovanile ma non trascurato. Niente stuzzichino, un solo tipo o due di pane, tovagliette, pochi piatti in carta, proposte di menu ad hoc, personale di servizio meno qualificato, arredamento spartano, semplice, minimale, ecc. 2) La cantina: qui il cibo è strettamente legato alla degustazione di vino e di altre bevande quali la birra. 3) Il business lunch menu: per il pasto di mezzogiorno il ristorante classico si dimensiona e diventa meno impegnativo, meno costoso, più rapido nel servizio. 4) Le cene a tema o gli eventi: il ristorante classico organizza quasi come un evento un menu fisso “particolare” in sinergia con aziende interessate a promuovere il loro prodotto, che si tratti di vino o birra, formaggi o salumi, pesce o altro. Oppure l’evento può essere legato al luogo ( la festa del patrono, la festa dell’anniversario della città o qualunque altra festa religiosa o laica, un evento sportivo, ecc.). 5) Il ristorante diventa bottega, cioè vende i ciò che utilizza in cucina o propone in sala, si tratti di prodotti propri o di altre aziende. 6) Il take away: il ristorante prepara i propri piatti e li vende al cliente consegnandoli persino a domicilio, come se fosse una gastronomia. 7) L’attività di catering. È questa un’attività molto diffusa e presente ma non è inutile indicarla. Ancora, il ristorante dispone di sale molto ampie e svolge attività di banqueting, molto intensa in determinati periodi dell’anno. 8) Il ristorante organizza al suo interno degli show cooking, offrendo delle vere e proprie lezioni di cucina con degustazione. 9) Il ristorante organizza regolarmente corsi di cucina. È un’attività delicata quella di ospitare degli “sconosciuti” all’interno delle proprie cucine, ma si può organizzare uno spazio adeguato. Risolvere le questioni igieniche, amministrative, legali di tutte queste formule è certamente impegnativo. Gestire in modo elastico ma adeguato le risorse umane lo è altrettanto. Ma se molti ristoranti hanno cominciato a sviluppare questi progetti ci sarà pure un valido motivo! Quello che ritengo importante è che il cliente non perda mai di vista il vostro segno, il vostro marchio di fabbrica, la vostra qualità e bravura, il vostro “brand”; e che non si crei confusione tra le proposte.

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Articolo che ci e' piaciuto tratto da FOODIE Mag del 2011, by Laura Di Pietrantonio

Funziona per gli hotel, i voli e i biglietti del teatro, ma per i ristoranti? Quanti di voi prenoterebbero un tavolo al ristorante on-line? L’ho chiesto a 100 miei amici tra i 25 e i 45 anni, persone che hanno dimestichezza con il computer, che utilizzano bene internet e attivi sui social network. 67 di loro mi hanno detto “No, non prenoterei un ristorante on-line perchè non mi fido dell’effettiva ricezione della prenotazione”. 15 su 100 mi hanno detto “Sì, a patto che ci fosse un sistema di prenotazione affidabile e chiaro”. 8 mi hanno risposto “No, preferisco il telefono”. 10 hanno detto “Sì, ma se mi impegna poco tempo”.Da questo piccolo sondaggio, la situazione che emerge è chiara: i “no” vincono sui “sì” ma non è un motivo per scoraggiarsi. Chi avrebbe mai pensato di depositare i suoi soldi in una banca on-line? Eppure oggi Conto Arancio (e tante altre) insegna che è possibile cambiare i comportamenti degli utenti, a patto che li si mettano in condizioni ideali per farlo. Allora mi sono messa a cercare quali servizi, portali o social network sono già attivi per prenotare ristoranti via web. La metà dei servizi che ho visto… non funziona già più (Bookme.biz, Allacarta.com), gli altri hanno dei problemi di fondo che vi riassumo in questi punti:

  • interfaccia grafica poco chiara
  • i ristoranti “prenotabili” hanno copertura locale perchè gli aderenti sono pochi
  • la pubblicità è troppo invasiva
  • poco spazio dedicato ai commenti degli utenti
  • procedura di prenotazione troppo lunga
  • poca interazione con i socialnetwork

 

E poi ci sono i ristoratori. Per essere presente in un circuito di prenotazione on-line la struttura deve essere inserita, seguita e valorizzata. Questa mentalità multimediale manca ancora molto nel mondo della ristorazione italiana. In questo i ristoratori dovrebbero imparare dagli albergatori: Tripadvisor Booking, Expedia insegnano.

Opentable è il portale di prenotazioni di ristoranti più utilizzato in America con 20 milioni di ristoranti. Fatevi un giro e ne capirete subito le potenzialità. E poi c’è Facebook Deals, un’applicazione lanciata da Facebook (disponibile per iPhone e Smartphone) che, basandosi sulla geolocalizzazione, ci segnala i ristoranti e i negozi più vicini a noi che hanno confezionato offerte speciali per gli utenti FB. Così abbiamo lo sconoto ai ristoranti o delle offerte speciali nei negozi, un buon incentivo per avvicinarci a questo modello di consumo/scelta.

Ieri mi sono accorta di Mytable, un sito tutto italiano per la prenotazione on-line di ristoranti. Mi sembra che le premesse siano buone: il sistema di ricerca è facile, la divisione dei contenuti ci aiuta nella scelta del ristorante, le recensioni degli utenti integrate sono utili, la grafica è chiara, l’applicazione per Iphone funziona. I ristoranti aderenti sono pochi, purtroppo. Spero di trovarlo ancora attivo tra un anno!   (articolo ripreso da Foodie Mag, 2011 by Laura Di Pietrantonio)

Se possiede un ristorante o un home restaurant e desidera avere informazioni su come puoi avere anche nostri clienti ed essere pagato prima che arrivino, scriva il suo nome ed un telefono. La contatteremo il piu presto possibile.